Scegliere il box doccia non è una questione di gusto, ma di spazio, misure e tipo di apertura. Per chi installa o rivende, indovinare la tipologia giusta al primo colpo significa meno resi, meno fermi cantiere e un cliente finale soddisfatto. In questa guida vediamo i criteri che contano davvero.
1. Parti dallo spazio: nicchia, angolo o parete
La prima domanda non è "quale modello mi piace", ma "dove va installato". Esistono tre situazioni tipiche:
Nicchia: la doccia è incassata tra due muri. Serve un box frontale (scorrevole, a battente o a libro) che chiude un solo lato.
Angolo: la doccia occupa uno spigolo. Servono due lati di vetro, quindi un box angolare o una combinazione di anta più lato fisso.
Parete libera (open space): la doccia non ha pareti laterali sufficienti. Qui la soluzione naturale è il walk-in con una o due pareti fisse.
Misurare lo spazio reale, e non quello "da progetto", è il passaggio che evita la maggior parte degli errori.
2. Le tipologie di box doccia
Ogni apertura risponde a un'esigenza diversa.
Scorrevole
L'anta scorre su rotelle e non occupa spazio in apertura. È la scelta ideale per bagni piccoli, dove una porta a battente urterebbe contro sanitari o mobili.
A battente
La porta si apre verso l'esterno come una normale porta. Dà una sensazione di ampiezza e pulizia formale, ma richiede spazio libero davanti alla doccia.
A libro (soffietto)
L'anta si piega su sé stessa. È il compromesso perfetto quando lo spazio di apertura è ridotto ma si vuole un'ampia luce di passaggio.
Walk-in
Una parete fissa, senza porta, che protegge dagli schizzi lasciando un accesso aperto. Estetica contemporanea e massima facilità di pulizia.
Angolare
Due lati di vetro per le docce ad angolo, con apertura scorrevole o a battente a seconda del modello.
3. Il cristallo: spessore, finitura, sicurezza
Lo standard di riferimento è il cristallo temperato da 6 mm: resistente, sicuro (in caso di rottura frammenta in pezzi non taglienti) e luminoso. La finitura può essere trasparente, per un effetto più ampio e pulito, oppure opaca/satinata, per più privacy. Un trattamento anticalcare aiuta a mantenere il vetro pulito più a lungo, un dettaglio che il cliente finale apprezza nel tempo.
4. Profili, altezza e tolleranze
Il profilo in alluminio (cromato o nero) regge il vetro e regola l'allineamento. Due aspetti pratici da non sottovalutare:
- Altezza: lo standard è H 190 cm, sufficiente per la maggior parte dei bagni.
- Tolleranza di regolazione: uno spazio di registrazione (in genere intorno a 1,5 cm) permette di compensare muri non perfettamente a piombo, situazione frequente in ristrutturazione.
5. Consigli per chi installa
Per ridurre i problemi in posa: verifica sempre la planarità dei muri prima dell'ordine, considera un profilo di compensazione quando la parete non è dritta, e abbina il box a un piatto doccia delle stesse misure per evitare adattamenti improvvisati.
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